partite-iva-angelo-deiana

Confassociazioni audizione alla Camera. Deiana “la montagna del jobs act ha prodotto un topolino”

by • 23 aprile 2015 • Confassociazioni, In Evidenza, NewsComments (0)807

DA IL GIORNALE DELLE PARTITE IVA – CONFASSOCIAZIONI è stata ascoltata presso la Commissione Lavoro della Camera, presieduta dall’On. Cesare Damiano, per offrire il proprio parere sui nuovi decreti legislativi di attuazione del Jobs Act (Legge Delega 183/2014). Molte le analisi riportate dal Presidente, Angelo Deiana, sia sullo schema di decreto legislativo 158 relativo, sia alla revisione delle diverse tipologie contrattuali esistenti attualmente sul mercato del lavoro e sulla revisione della disciplina delle mansioni, sia sullo schema di decreto legislativo 157 sulla conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro.

Una delle più importanti da sottolineare riguarda le coperture, cioè le risorse necessarie per finanziare gli interventi previsti. Nel testo arrivato in Parlamento si prevede una clausola di salvaguardia (teoricamente non automatica, ovvero che può essere disinnescata trovando altre coperture) che prevede un aumento dei contributi Inps a carico delle aziende e dei lavoratori autonomi. Un vero e proprio ossimoro, un paradosso perché si finanzierebbe un taglio dei contributi, quello sui contratti a tempo indeterminato previsto dalla Legge di Stabilità, con un ulteriore aumento dei contributi per quegli stessi soggetti che si dovrebbero sgravare. Il premier ha dichiarato che cambierà la norma cancellando l’aumento dei contributi senza sostituirlo con una copertura diversa. Non sarà semplice.

“In ogni caso – ha dichiarato Deiana – la montagna del Jobs Act ha prodotto un topolino. A fronte di una delega così ampia, la rimodulazione delle tipologie contrattuali è, sul piano pragmatico, solo formale: cambiare tutto per non cambiare niente, a partire dal comma 2 dell’articolo 48 del 158 sulle collaborazioni coordinate e continuative. Si cancellano i co.co.pro ma ecco che si trovano subito gli ‘escamotage’. Anzi, i ‘camouflage’, come va di moda dire in questo periodo”.

“Riflessioni abbastanza simili sullo schema del decreto legislativo 157. Il principio di fondo è fortemente positivo: tutelare la maternità favorendo la partecipazione delle donne al mercato del lavoro evitando la scelta divaricante tra lavoro e famiglia. In altri termini, rendere operativa l’estensione della tutela economica della maternità a tutte le lavoratrici, anche autonome o parasubordinate. Ma si tratta di misure sperimentali solo per il 2015. Perché il vero problema è che l’estensione della tutela della maternità ha bisogno di una copertura finanziaria che andrà a “pescare” in uno stanziamento di 2,2 miliardi di euro per il 2015 e il 2016 e con 2 miliardi dal 2017 in poi. Ma dallo stesso “pozzo” bisognerà trarre risorse anche per la riforma degli ammortizzatori sociali, le politiche attive del lavoro, l’incentivazione contributiva ai contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti. Quale pensate che possa essere – ha chiesto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo Deiana, alla Commissione – l’ordine delle priorità? Verranno prima gli ammortizatizzatori sociali o le politiche di conciliazione? Vedremo cosa succederà nel concreto”.

Pin It

Related Posts

Comments are closed.