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Contro l’evasione impegniamoci a semplificare

by • 25 gennaio 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)558

Ogni volta che la Guardia di Finanza pubblica nuovi dati sull’evasione fiscale in Italia restiamo tutti sorpresi di fronte all’enormità delle cifre, ne discutiamo per qualche giorno e poi resta tutto più o meno come prima. I numeri di ieri parlano della “scoperta” di una base imponibile sottratta al fisco pari a oltre 50 miliardi, più del 3% di Pil, abbastanza da azzerare i deficit dei nostri conti pubblici.

Sono anni che facciamo questi conti, ma quello che mancano sono sempre le soluzioni. Le soluzioni concrete, applicabili e in grado di incidere in maniera strutturale sul problema.

Cosa si potrebbe fare? Soluzioni se ne propongono tante, dalla lotta al contante ai periodici interventi per il rientro dei capitali dall’estero. Quello che però mi sembra manchi è un disegno organico, che non proceda per singoli interventi ma agisca alla base stessa del sistema fiscale.

In questo senso, pur senza avere la pretesa di avere in tasca la soluzione a tutti i mali, il primo, fondamentale intervento da mettere in campo sia una ciclopica opera di semplificazione e la strutturazione di vero un sistema a interessi contrapposti che permetta ai cittadini di avere una effettiva convenienza a richiedere le documentazioni fiscali. Anche perché non ci vogliono soglie mettano a rischio i conti pubblici: basterebbe iniziare con una soglia individuale di 10.000 euro all’anno per dare la possibilità ad ognuno di noi di sentirsi parte attiva e non solo passiva del sistema fiscale.

Solo allargando la base imponibile (come tutti sanno ma spesso non dicono, ristrettissima nel nostro Paese…) potremo finalmente abbattere in maniera pesante le aliquote sul lavoro e sull’impresa. Cominciamo così, poi potremo pensare al contante, al rientro dei capitali e a tante altre cose.

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