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Il rosso dell’Inps, Robin Hood e la gallina dalle uova d’oro

by • 5 febbraio 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)832

L’Inps è una specie di Robin Hood al contrario, prende ai poveri per dare ai ricchi. È questa la prima immagine che viene in mente leggendo i  conti dell’Istituto di previdenza.

I numeri sono più eloquenti di ogni possibile discorso: la gestione dei lavoratori dipendenti è in passivo di quasi 120 miliardi, quella degli agricoltori di 80, quella degli artigiani di 48, quella dei dipendenti pubblici di 37,7. Da dove si prendono i soldi per pagare questi 290 miliardi? La gallina dalle uova d’oro è la gestione dei lavoratori parasubordinati, collaboratori a tempo, a progetto e così via, in attivo per quasi 100 miliardi, cui si aggiungono i 180 miliardi di attivo della Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti.

La vera beffa è che chi sostiene il sistema sono oggi i lavoratori con meno tutele: autonomi, partite Iva, collaboratori a progetto, che versano contributi – che peraltro la legge Fornero ha disposto aumentino nei prossimi anni – ma in cambio ricevono poco o nulla, o quasi, in casi di malattia, disoccupazione, necessità di formazione. Parliamo di quasi 2 milioni di lavoratori, che oltretutto molto spesso sono dei veri e propri  dipendenti camuffati, sottopagati e, come detto, senza tutele.

Al di là di tutto questo, e degli scompensi strutturali di alcune gestioni che i recenti interventi normativi potranno forse ridurre ma non certo nell’immediato, resta la grande questione della gestione manageriale e finanziaria dell’Inps, che si rivela totalmente insufficiente. Oggi si discute tanto dell’ormai ex presidente Mastrapasqua, ma chi e in base a quali criteri ha permesso che si creasse questa situazione? E chi sono gli altri manager che guidano la struttura?

La gestione dell’istituto andrebbe totalmente ripensata, a livello manageriale e anche a livello normativo. Ad esempio, si potrebbe liberare l’Istituto, consentendo – entro un perimetro ben definito di vincoli e controlli rigidi – l’ingresso in fondi di investimento e venture capital, che favoriscano la creazione di nuove imprese e nuovo lavoro, allargando la base contributiva e costruendo canali innovati per rimettere in equilibrio i conti. I rischi? Comunque trascurabili visto quello che dicono le cifre attuali…

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