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Intervista di Angelo Deiana a Il Giornale – Legge di stabilità da riscrivere: scorda lavoro e sviluppo

by • 16 novembre 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)550

Da Il Giornale – Questa è una manovra approssimativa, non creerà sviluppo e posti di lavoro e non aumenterà di certo i consumi. Il presidente di Confassociazioni (157 associazioni professionali e 260 mila professionisti iscritti) Angelo Deiana boccia Matteo Renzi e la sua legge di stabilità. Fa acqua da tutte le parti e a livello strategico è un disastro. 
Nulla da salvare, dunque?
Non abbiamo ancora capito quali siano i numeri di questa Legge di stabilità. Qualcuni ce la spiega? E’ piena di barbatrucchi, l’Irap ad esempio. Penso che il Governo abbia bisogno dell’aiuto dei nostri professionisti. Non è possibile andare avanti senza dialogo, altrimenti è meglio che venga ridata la parola agli elettori.
Eppure si parlava di tagli alle tasse…
All’inizio. Si diceva che sarebbero stati tagliati 18 miliardi di tasse. Poi andando a vedere tabelle e correzioni Ue, si sono ridotti a 5,9, e per di più quasi tutti finanziati a deficit e focalizzati su lavoratori dipendenti. Sui professionisti, assolutamente niente, a partire dal 730 precompilato che “dimentica” i nosti tributaristi. Non ci siamo proprio.
Lo avete detto a Renzi?
Questa settimana gli abbiamo spedito una lettera per chiedere un incontro sui punti che non ci convincono. Solo che lui non sembra interessato…
Del tipo?
Il focus del Governo dovrebbe essere quello di rilanciare la crescita attraverso gli investimenti e lo sviluppo. Dove sta ad esempio il cofinanziamento dei fondi strutturali europei, senza il quale circa 100 mld di euro non potranno essere erogati? L’abbiamo chiesto più volte al Governo. Stiamo ancora aspettando risposta. COsa dire poi del nuovo regime dei minimi? Poco e male: la somma di 850 milioni di euro destinata alle partite Iva è in realtà attribuita per la maggior parte alle micro imprese (artigiani e commercianti) e penalizza ancora una volta il lavoro professionale.
Altri punti?
L’eliminazione dell’obbligo di astensione dal lavoro per le donne a partita Iva che percepiscono la maternità.
Qualcosa di decente da segnalare?
Forse solo la rimodulazione dell’Irap, con l’eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato. Tra l’altro una misura che chiediamo da secoli ma che, nella Legge di stabilità, è stata rimandata al 2015 con effetti reali dal 2016.
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