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Jobs Act: non bastano piccoli accorgimenti, no a contrapposizioni ideologiche

by • 13 gennaio 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)971

A integrazione del precedente post, di seguito un’integrazione dedicata al Jobs Act, tematica diventata sempre più centrale nel dibattito politico e mediatico italiano.

Per rilanciare il lavoro in Italia non bastano piccoli accorgimenti, ma bisogna avere il coraggio di fare delle scelte che creino nuovi e concreti posti di lavoro. Finché continueremo a perderci nelle contrapposizioni ideologiche tra lavoratori e imprenditori, lavoro autonomo e dipendente, articolo 18 sì e articolo 18 no, il tentativo di incidere pragmaticamente sulla crescita dell’occupazione è destinato al fallimento.

La politica ha avuto il merito di rimettere, finalmente, il lavoro al centro del dibattito pubblico, ma il rischio che vediamo è di insabbiare immediatamente gli elementi di novità tornando alle solite diatribe ideologiche. L’unico cambio di passo possibile è nel passaggio dalle polemiche tra lavoro autonomo, dipendente e imprenditoriale al “lavoro” senza altri aggettivi: un orizzonte di sviluppo basato sulla capitalizzazione personale delle competenze e delle conoscenze attraverso un’attenzione ossessiva ai processi formativi e ad un meccanismo di “continuità professionale” volto ad assicurare nel tempo le diverse modalità di esercizio.

Quello che non bisogna mai dimenticare è che la cornice è cambiata, sono già trascorsi 13 anni del XXI secolo e siamo passati da un’economia in prevalenza industriale ad un’economia della condivisione basata sulla rete. Si vince solo se si alimentano costantemente lo scambio e l’innovazione e, come dimostrano i più recenti successi sul mercato globale, se vincono tutti. Non è più possibile essere competitivi investendo nel solo capitale materiale e finanziario.

Per creare nuova occupazione bisogna allora cominciare con alcune misure propedeutiche: defiscalizzazione degli investimenti in innovazione e formazione, creazione di un adeguato sistema di welfare della conoscenza a supporto della continuità professionale, realizzazione di una rete wi-fi aperta a tutti. Inoltre ogni discorso sul lavoro in Italia è un discorso falsato se non parte dalla consapevolezza che il Sud Italia è l’area che da sola rappresenta la priorità di azione.

Senza interventi immediati e concreti, ogni jobs act, o come lo si voglia chiamare, rischia di rappresentare un mero esercizio di stile ed un’ennesima occasione persa.

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