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Polemiche inutili sul Decreto Poletti. Non è con nuove forme contrattuali che si crea lavoro

by • 25 aprile 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)580

Come ha dimostrato di recente anche la riforma Fornero, non è cambiando le forme contrattuali che si crea lavoro e si genera sviluppo. Va bene fare ordine nell’attuale selva di contratti e cercare una maggiore flessibilità, ma non è questo che spinge le aziende ad assumere. Al nostro sistema imprenditoriale, per accompagnare e stimolare la crescita, servono riforme strutturali, cambiamenti su cui si possa fare affidamento anche sul lungo periodo: è necessario intervenire sull’IRAP, non solo abbassandola ma rimodulandone la base imponibile, creare seri incentivi per chi innova e investe in ricerca, ridurre il cuneo fiscale.

Anche gli ottanta euro in più nella busta paga di dieci milioni di italiani sono una buona notizia per chi ha visto ridotto in questi anni il proprio potere di acquisto, ma è un’illusione pensare che si traducano in un significativo aumento dei consumi: per quelle famiglie rappresenteranno nel migliore dei casi un piccolo tesoretto da mettere da parte, oppure una boccata d’ossigeno per coprire i debiti accumulati. Andrebbe fatta un’analisi demografica sui beneficiari di queste risorse:, probabilmente si scoprirebbe che la fascia interessata è quella fra i 35 e i 50 anni e che, quindi, a essere esclusi sono principalmente i giovani, insieme ai “ricchi” le due categorie storicamente più portate ad acquistare e consumare nei Paesi industrializzati.

Le riforme che abbiamo visto fino ad ora hanno carattere emergenziale e non strutturale. La vera sfida del nuovo Governo si dovrebbe giocare su interventi davvero innovativi ma stabili perché generati da una visione a 3-5 anni: al di là della già citata rimodulazione della base imponibile dell’IRAP, la priorità dovrebbe essere quella di sviluppare “alla velocità della luce” l’Agenda Digitale ed aprire tutti i punti wi-fi. Tutto ciò favorirebbe una crescita strutturale del PIL tra 1,6 ed il 2 per cento su base annua e, sviluppando in particolare l’imprenditorialità giovanile e l’occupazione femminile, darebbe la possibilità di offrire occasioni ai giovani talenti puntando con decisione su conoscenza e cultura, uno dei principali obiettivi di CONFASSOCIAZIONI.

Leggi il comunicato stampa su Milano Finanza

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