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Quando l’arbitro è in conflitto d’interessi

by • 4 marzo 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)729

Angelo Deiana su MetroNewsItalia – Dal 2011 la parola spread ha inondato le pagine dei giornali, diventando pallina da ping pong nei dibattiti dei politici, divenendo simbolo di crisi economica, e raggiungendo il record di 574 punti.

Oggi lo spread è stabilmente sotto i 200 punti base, risultato che la politica attribuisce alla ritrovata stabilità dell’ultimo biennio. Ma la domanda è: si può parlare di stabilità con 3 governi in due anni?  I conti non tornano, se è vero che nel momento di massima instabilità politica, proprio quando Renzi fa cadere Letta, lo spread continua ad avere un andamento tranquillo.

La verità è che le scelte della politica poco incidono su quello che resta un valore  finanziario, inserito tra l’altro in dinamiche internazionali di cui l’Italia è solo un piccolo ingranaggio. Nei confronti della finanza bisogna iniziare ad usare un atteggiamento  meno condizionato da pregiudizi per trovare soluzioni reali alle difficoltà della nostra economia.

E oggi, invece che parlare di spread, che pure è importante monitorare per pagare meno interessi sul debito, sarebbe molto più utile creare un’agenzia di rating europea, indipendente, con regole stringenti su vigilanza e possibili conflitti di interesse, che possa credibilmente contrastare il “sistema americano” della triade S&P-Moody’s-Fitch.  Il vero problema degli europei è che giochiamo sempre fuori casa, per giunta con arbitri spesso non esenti da conflitti di interesse. L’agenzia di rating europea rappresenterebbe la vera svolta in ambito finanziario, consentirebbe di avere misurazioni reali e confrontabili fra soggetti finalmente indipendenti e restituirebbe all’Italia e all’Europa il ruolo e il peso che meritano nel sistema economico mondiale.

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