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Riforma PA – Che fine ha fatto il confronto? E’ la madre di tutte le riforme, serve per scossa economica al paese

by • 9 maggio 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)827

Che fine ha fatto la riforma della Pubblica Amministrazione presentata la settimana scorsa? Il governo aveva annunciato 40 giorni di confronto prima del testo di legge, ma già 10 sono trascorsi nel più assordante silenzio, al netto di qualche modesta polemica dal chiaro sapore elettorale.

Quella della PA è la madre di tutte le riforme, l’unica in grado di assicurare al nostro Paese quello shock istituzionale che rappresenta una delle misure più importanti per rilanciare i processi di crescita. E in questo senso abbiamo accolto con favore il fatto che le linee guida del Governo abbiano incluso alcuni temi che da tempo CONFASSOCIAZIONI ha inserito tra le proprie proposte, come il focus sull’open data e la necessità di nuove regole per i dirigenti pubblici. Ma soprattutto il tema della dirigenza e delle relative retribuzioni è stato trattato con un eccesso di ideologia al ribasso che ha ideologizzato la discussione. Pensiamo al fatto che, tagliando le retribuzioni in modo lineare e non meritocratico, non si generano motivazioni ad essere efficaci ed efficienti. Anzi, quasi sempre accade il contrario: le persone tirano soltanto i remi in barca. E’ per questo che, per arrivare a un articolato di legge organico ed efficace c’è bisogno che la discussione preliminare sia aperta, liberata da ogni forma ideologica e improntata al massimo pragmatismo. Da questo punto di vista è comprensibile la cautela in vista dell’appuntamento elettorale europeo, ma è anche bene ribadire come ogni giorno che si lascia passare sia un giorno perso.

Dal nostro punto di vista vogliamo contribuire in maniera propositiva a costruire un impianto riformatore di cui sentiamo da tempo l’urgenza. E in quest’ottica, intendiamo rilanciare con ulteriori proposte. A cominciare dalla totale eliminazione della carta dalla PA, una misura che secondo stime di grande attendibilità potrebbe consentire risparmi per oltre 40 miliardi l’anno, per continuare con l’adozione immediata ed obbligatoria per tutti dei costi standard con appalti centralizzati CONSIP, fino alla creazione di una “Linkedin” nazionale dei dipendenti pubblici che renda reale e realizzabile una mobilità non vessatoria in termini di riapplicazione concreta delle competenze reali.

È un programma ambizioso ma allo stesso tempo innovativo e pragmatico. Ed è secondo CONFASSOCIAZIONI l’unico modo per realizzare realmente quella riforma, anzi quella vera e propria rivoluzione della PA della quale l’Italia non può più fare a meno.

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