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Se il rilancio passa dalle donne, a quando una Yellen italiana?

by • 9 gennaio 2014 • In Evidenza, NewsComments (0)1032

Negli affari le donne sono più affidabili degli uomini. Lo rivela un’indagine del Gruppo Crif, specializzato nel valutare l’affidabilità di imprese e cittadini, secondo la quale le imprese guidate dalle donne risultano commercialmente più sicure nel pagamento dei fornitori e nel rispetto delle varie scadenze. Una notizia che non sorprende, da anni innumerevoli indagini mostrano come l’universo femminile non abbia più nulla da invidiare agli uomini, in termini di capacità lavorative e risultati ottenuti. Anzi. E nel mondo sono tantissimi gli esempi che dimostrano come tutti stiano imparando questa lezione, con le donne che sempre più raggiungono posizioni apicali e di massima responsabilità, tanto nell’impresa privata, quanto nella pubblica amministrazione.

Tutti stanno imparando la lezione, tranne l’Italia. Nel nostro Paese, infatti le donne manager continuano a essere troppo poche. Appena il 13,3% del totale nel privato, contro una media europea del 29%, dato che peggiora ulteriormente se si pensa al 3,2% di donne nei CdA delle società  quotate. E le cose non vanno meglio nel pubblico, dove le donne dirigenti sono sì il 37% del totale, ma a fronte di un 55% sul totale della forza lavoro e con una quasi assenza nelle posizioni di massima responsabilità. Della serie: chi dice donna non dice Italia…

Nel frattempo, il Senato degli Stati Uniti ha appena ratificato la nomina di Janet Yellen a Presidente della Federal Reserve, prima donna in 100 anni di storia della banca centrale più importante del mondo. Bisogna dirlo Il rilancio economico dell’Italia può (e deve) passare anche da una maggiore attenzione alle competenze ed al ruolo che le donne possono giocare nella nostra economia. Resta da capire quando arriverà il momento per vedere la prima Yellen italiana. Con un “warning” irrinunciabile: dovrà essere una Yellen non “cooptata” perché c’è bisogno a tutti i costi di una donna in quel posto e in quel contesto. Ma dovrà essere una persona di genere femminile scelta perché, come sempre più spesso si verifica, è più brava degli altri. Uomini o donne che siano.

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